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La donazione del sangue alla luce della evoluzione demografica del Paese. L’indagine sui donatori

Il Censis, in collaborazione con Fidas, ha condotto una ricerca sui donatori di sangue, con l’obiettivo di analizzarne le caratteristiche anagrafiche e socio-economiche, di mettere a fuoco le motivazioni che inducono l’atto della donazione e di valutare la partecipazione alle attività proposte dalle associazioni e la loro capacità di coinvolgere la popolazione, e in particolare i giovani.

Sono stati coinvolti nella rilevazione 3.367 donatori, che si sono recati nei centri collegati alle 69 associazioni federate Fidas tra settembre 2010 e gennaio 2011, e che in quell’occasione hanno compilato il questionario predisposto dal Censis.

Rispetto alla popolazione generale si osserva una minore incidenza di adulti tra i 45 ed i 65 anni, che rappresentano il 32,7% del campione ma sono il 40,7% della popolazione italiana di riferimento, cui corrisponde una maggiore incidenza nel campione di giovani (gli under29 sono il 20,3% dei donatori contro il 18,4%), e di giovani adulti (i 29-35enni sono il 19,4% contro il 15,3%).

Si osserva poi una netta prevalenza dei donatori di sesso maschile (68,8%) su quelli di genere femminile (31,2%): ossia una donna ogni 2,2 uomini. La componente femminile del campione dei donatori, oltre ad essere come già osservato numericamente più contenuta, si concentra dunque soprattutto nelle fasce d’età più giovani: quasi la metà delle donatrici ha infatti meno di 35 anni (il 46,2%), rispetto al 36,8% degli uomini, di contro la quota di over35 tra le donatrici è decisamente più contenuta rispetto a quanto rilevato tra i donatori maschi.

La distribuzione del campione dei donatori sul territorio risente, invece, in modo significativo della dislocazione delle associazioni federate Fidas, che sono presenti in modo disomogeneo sul territorio nazionale, con una forte penetrazione nelle regioni Nordorientali e in quelle del Mezzogiorno. Il 36,8% del campione risiede infatti nei comuni del Nord-Est ed il 29,3% nelle regioni meridionali e nelle isole, è il 18,2% a concentrarsi nelle regioni del Nord-Ovest ed il 15,7% nelle regioni del Centro.

I donatori di sangue vengono generalmente distinti tra nuovi donatori e donatori periodici, questi ultimi sono coloro che donano almeno una volta ogni due anni. I donatori che hanno già donato il sangue nel corso della loro vita, ma più di due anni prima del momento dell’intervista (che nella grande maggioranza dei casi ha corrisposto con una nuova donazione), sono stati invece classificati come donatori saltuari, differenziandoli dunque dai nuovi donatori.

La grande maggioranza delle persone coinvolte nella rilevazione, così come la grande maggioranza dei donatori iscritti alle federate Fidas, è composta da donatori periodici: si tratta dell’83,5% del campione (i nuovi donatori sono il 9,6%, i donatori saltuari costituiscono il 6,9%).

Osservando l’incrocio per classi di età si rileva anzitutto che se la maggioranza dei donatori è rappresentata da donatori periodici in tutte le fasce d’età, la quota di nuovi donatori tende a diminuire vistosamente all’aumentare dell’età, passando infatti dal 19,2% tra gli under29, al 5,3% degli over45; simmetricamente si assiste ad un progressivo aumento dei donatori periodici all’aumentare dell’età, fino alla classe 36-45 anni (in cui raggiungono la quota dell’87,3%).

Dall’analisi dei dati emerge soprattutto che le motivazioni dei donatori sono legate principalmente a due fattori: uno di natura individualistica e l’altro di natura socio-culturale. Da un lato, il donatore, oltre ad essere motivato da fattori emotivi e spirito di solidarietà vede nella donazione la possibilità di usufruire di uno specifico servizio, in grado di soddisfare un bisogno individuale di gestione e di controllo del proprio benessere psico-fisico. La donazione rappresenta quindi un’occasione in cui persone che godono di un buono stato di salute possono da un lato tutelare il proprio benessere, ma soprattutto “condividerlo” con un atto di altruismo e generosità.

Il secondo fattore motivante è legato alla sfera relazionale del donatore, per cui ricorrono tra i motivi citati quelli legati alle consuetudini conosciute nella rete familiare sociale, che hanno un peso importante nel determinare le scelte. I dati evidenziano come soprattutto i gruppi informali (famiglia, amici, vicinato, ecc.) abbiano un peso importante nell’attrarre i nuovi donatori mentre le campagne di promozione e di appelli specifici, benché sempre più efficaci rispetto ai donatori più giovani, sembrano complessivamente meno influenti nella scelta della donazione.

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